Nave, 17 dicembre 2014
...Per quel po’ di me che porterai con te... buona fortuna... e Buon Natale

Siamo agli sgoccioli di una stagione intensa, ricca di soddisfazioni, di risultati prestigiosi per i nostri colori, di atleti che si sono messi in evidenza su piste e pedane… eppure… permettetemi qualche considerazione che rende un po’ malinconico il bilancio dell’annata. Innanzitutto la salute di alcuni nostri giovani e alcuni “nostri” genitori e familiari, situazioni nelle quali si avverte quanto sia labile la nostra esistenza quando vengono meno certezze che si danno per scontate.
Certamente occorre reagire alle avversità e pensare a come siamo fortunati quando possiamo disporre di salute e serenità… Di fronte a questi problemi passano in secondo ordine altre considerazioni che pur ci assillano quando stiamo bene.

Gli auguri di Buon Natale vadano soprattutto a quanti stanno passando momenti difficili, a chi è preoccupato per l’incertezza del lavoro, per le cure destinate ai familiari. Nel nostro piccolo anche una società che si occupa di sport non deve dimenticarsi di essere solidale con chi è in difficoltà e, a mio parere, parole, gesti ed azioni possono alleviare pesi da sopportare quotidianamente.

Si va ad iniziare l’ annata sportiva 2015 con uno slancio rinnovato anche se qualcuno se n’è andato (…senza nemmeno salutare) e qualcuno è in procinto di farlo: nel primo caso c’è da sottolineare che si tratta di chi scambia la società sportiva come una opportunità da sfruttare, non una occasione per crescere insieme… per farla breve… per comodità.
In altri casi chi lascia ci impone una riflessione sul nostro agire, ci fa pensare se davvero abbiamo fatto il possibile per tenercelo vicino…
Sono riflessioni che dobbiamo porci costantemente perché i giovani non sono pezzi di ferro da forgiare, ma realtà in perenne trasformazione che richiedono una cura e una attenzione straordinarie.
Da loro non dobbiamo aspettarci solo risultati o record, ma che crescano bene, confortando i loro limiti e le loro insicurezze (che sono anche le nostre…) stimolando le loro attitudini.
Ecco perché quando ci lasciano dobbiamo chiederci se il nostro compito l’abbiamo svolto bene, non ritenerci esenti da un esame di coscienza doveroso. Ovviamente qualcuno ci lascia perché è nell’ordine delle cose modificare atteggiamento, cambiare abitudini e sport, scegliere altre strade, impegnarsi in attività diverse, accompagnarsi ad altre persone. La vita continua e la nostra speranza è che il tratto di strada percorso insieme sia stato utile e valido sia per noi che per loro, indipendentemente dai risultati ottenuti che non devono mai essere l’unico parametro di riferimento.

Buon Natale a tutti, alle famiglie e ai nostri atleti, specialmente a quelli che, comunque, ci porteranno nel cuore, come noi faremo con loro.

 
             

Paolo