Pechino, 1 settembre 2015
Mondiali: il mondo corre, l'Italia... zoppica!
Vergognosa prestazione azzurra a Pechino


Quello che scrivo, lo dico subito, è frutto personalissimo di considerazioni che non coinvolgono l’Audaces Nave. E’ stata una settimana intensa quella che ho vissuto attaccato al televisore di notte (fonda) e di giorno per seguire in diretta l’avvenimento più importante dell’annata 2015 per la “regina degli sport”. A Pechino si sono presentate “nazionali” provenienti da ben 207 Paesi e ciò sta a significare l’universalità dell’atletica e la risposta democratica che questa disciplina offre al mondo intero. Si sono viste Nazioni di poche centinaia di migliaia di abitanti emergere più di quante avessero milioni di abitanti e fra queste la nostra Italia non ha fatto certo bella figura!

Una spedizione di oltre sessanta unità (più della metà composta da dirigenti, tecnici, medici, fisioterapisti e cuochi) con una trentina di atleti che, tranne rare eccezioni (Pertile, Palmisano, Meucci, Hooper, Grenot, Tamberi e staffette femminili) non si sono segnalati per prestazioni dignitose come meritava l’avvenimento.
Una vera pena vedere tantissimi atleti eliminati al primo turno, con prestazioni decisamente al di sotto del loro primato personale, mentre il… mondo… metteva in risalto giovani e meno giovani in grado di battersi con vigore, prestanza e carattere.
E’ stata la peggior nazionale presentata in un consesso mondiale (lo ha detto senza perifrasi il presidente Giomi) e, a mio avviso, i dirigenti di questa autentica disfatta avrebbero dovuto prenderne atto e rassegnare le dimissioni.
Per molto meno sono state criticate in passato altre dirigenze e altri risultati, ma, evidentemente al peggio non c’è mai un limite!
Critiche forti? Ebbene si anche perché da tempo chi si “intende” di atletica leggera vede che non ha senso farla praticare ad alto (sic!) livello solo nei gruppi sportivi militari dove chi entra spesso crede di essere riuscito ad assicurarsi uno stipendio e non ha altre motivazioni per sacrificarsi di più e lavorare per un costante miglioramento. Basterebbe mettere traguardi sempre più alti per restare nei gruppi militari con onore, altro che essere mantenuti a vita (magari con familiari al seguito…!)
E’ possibile che i tecnici italiani allenino atleti stranieri con successo (e medaglie mondiali) e i nostri si facciano allenare ovunque, persino in America… tanto più visti i risultati sbiaditi del team a stelle e strisce!

In una personalissima classifica di valori fra i protagonisti della rassegna di Pechino al primo posto assoluto metto il decatleta Ashton Eaton, l’unico capace di battere un record mondiale e che record! 9045 punti con prestazioni che lo avrebbero visto vincere non so quanti titoli italiani in gare individuali, dai 100 metri ai 400 per non parlare di ostacoli, salto in lungo e asta…
Dopo di lui metto Shelley Ann Fraser e Usain Bolt, magnifico istrione che ha prevalso in tutte le prove veloci sul discusso Gatlin: ebbene io confesso che, sui 100 metri, tifavo per Gatlin perché non ammetto che si prenda dei… buuu solo perché è stato trovato positivo; se si gridasse buuu a tutti i dopati bisognerebbe mettere una colonna sonora che dura parecchi minuti in ogni manifestazione internazionale…
Splendida è stata la prestazione di altri atleti fra i quali cito la mia… preferita in campo femminile, quella Allison Felix vincitrice dei 400 metri e strepitosa, invano, nella staffetta del miglio, l’olandese Dafne Schippers, (non assomiglia a Veronica Bertacchini?) oro sui 200 con straordinario crono, l’implacabile Mo Farah nel mezzofondo, il triplista canguro americano capace di rimbalzare oltre i 18 metri, la saltatrice Kucina, la valida formazione cinese come l’intera squadra giamaicana, antilopi e gazzelle del Kenia con la sorpresa positiva dell’ostacolista Bett e del giavellottista Yego, ma anche le negatività di atlete escluse per doping.
Per contro abbiamo assistito alle sconfitte cocenti di atleti superfavoriti come l’astista francese Lavillenie, i lunghisti americani in campo maschile e femminile, la superficialità delle staffette sempre americane battute dai giamaicani, le delusioni per le squalifiche relative alle partenze false (norma da rivedere) o nella marcia (ne hanno sofferto atlete italiane mai punite prima… un complotto? Anche in questo caso ben vengano le solette che stabiliscono la correttezza della marcia!)
Gli americani, a mio parere, hanno patito il doversi qualificare nei trials, avvenuti molte settimane prima l’evento mondiale : decisione democratica, passano i primi tre, ma valida quando lo strapotere dei stelle a strisce era evidente! Oggi non è più così!
Nella maratona alcuni hanno “snobbato” la gara perché attesi da impegni ben più remunerativi (leggi soldi!)

Fra le curiosità organizzative ho apprezzato i ventilatori piazzati nei pennoni: facevano garrire al vento (artificiale) le bandiere! Bella anche l’innovazione della macchina che livellava la sabbia al punto che un atleta cinese ha lasciato l’impronta del suo numero svolazzante piazzato sulla schiena perdendo l’occasione di un argento meritato!
Curioso,ma poteva essere pericoloso, l’impatto sulle caviglie di Bolt del cameraman cinese piazzato su un carrello ribaltatosi. In quella circostanza si è rivelata la simpatia e l’onestà del giamaicano (“le mie gambe sono assicurate! Forse è stato Gatlin a suggerire l’incidente!")
Dolorose le squalifiche come abbiamo accennato, ma anche il soffiare la medaglia all’amica sul traguardo mentre lei alza le braccia pregustando il podio, così come spiacevole è stato il volo a capofitto nella buca delle siepi di una atleta con relativo video virale che ha fatto il giro del mondo.

Moltissimi i giovani che si sono visti all’opera: mi ha impressionato il sudafricano Van Niekerk che ha dovuto ricorrere all’ossigeno dopo la vittoria sui 400, autentico… giro della morte!
Li rivedremo senz’altro all’Olimpiade di Rio dove speriamo emergano anche alcuni azzurri già segnalati in manifestazioni giovanili di caratura internazionale.
E’ l’augurio che ci facciamo noi appassionati di Atletica autentica, non di quella che manda a Casa Italia il… Vissani per far da mangiare agli ospiti illustri, mentre gli atleti sono alle prese con un vitto criticato! Spero che Casa Italia non viva grazie all’aumento del costo dei cartellini Fidal triplicati in un anno! Anche se non fosse così è stato un aumento… ripugnante!

Auguriamoci che siano rivalutati i nostri tecnici e le nostre strutture sportive, lodate e frequentate da atleti stranieri e snobbate da atleti azzurri che, a mio giudizio, si… ”rompono” un po’ troppo spesso alla vigilia di appuntamenti agonistici consistenti, mentre sono davvero un… esercito (1182 !) quelli che vivono a spese dello Stato (cioè… noi) nei vari corpi militari, come ha scritto Gaia Piccardi sul Corriere della Sera, una inviata davvero brava, competente e avvincente!

Spero che a Rio possa scrivere di una rinascita dell’atletica tricolore…

 
             

Paolo