Majano, 5 settembre2015

Il Trofeo Giovanile Città di Majano arriva alla sua 24esima edizione e la rappresentativa di Brescia schiera fra le sue file il numero record di quattro atleti Audaces.
Lo stadio vero e pieno, le nove rappresentative internazionali, avversari capaci di prestazioni di altissimo livello ed un contesto di gara selettivo, possono essere un ostacolo da affrontare per chi è abituato a scenari di gara più facili ed abbordabili.
Per certi versi le rappresentative danno la possibilità agli atleti migliori di sentirsi normali e di capire cosa si prova ad affrontare avversari altrettanto equipaggiati di talento e capacità tecniche.

In generale la rappresentativa audacina conferma sia il trend meteorologico della giornata (sole a tratti ma anche tanta acqua e freddo) sia il rendimento di quella bresciana, alternando ad alcune luci le ombre della notte precedente che, a quanto sembra, per qualcuno deve essere stata un po' troppo movimentata.

Guardano in casa nostra il miglior risultato tecnico è quello ottenuto da Elena Carraro schierata nella seconda miglior serie sugli ostacoli ed al traguardo con 12”50 e spiccioli.
Elena, come spesso le capita, si prende il lusso di superare avversarie accreditate di personali migliori rispetto al suo.
Purtroppo anche questa volta il risultato non è accompagnato dal riscontro cronometrico desiderato.
Il suo livello attuale sembra dire che quest'anno, per ottenere il minimo dei campionati italiani, avrà bisogno altre che della bravura anche di un po' di fortuna.
Fortuna che in ogni caso potrà guadagnarsi sul campo d'allenamento nel corso della prossima stagione, quando si sarà costruita da sola quei fattori di vantaggio che oggi invece le sono indispensabili per “fare il tempo” e che sono da cercare in una buona corsia, nelle avversarie “giuste”, in una buona partenza ed in un refolo di vento a favore.

Licia Degiacomi che il minimo l'ha già, avrebbe dovuto essere più tranquilla...Invece si fa prendere dal “panico” per almeno 3 quarti della gara del salto in lungo, scegliendo fra la lista dei possibili, un errore diverso per ognuna delle prime tre prove di salto.
Alla quarta ed ultima però è brava a “registrarsi” con il salto un po' timido ma corretto con cui riesce a salvare la gara e il suo personal score stagionale: 5 metri esatti e mai sotto questa soglia in ognuna delle 8 gare della sua prima stagione da cadetta!

Nella stessa gara riservata alle ragazze Alessia Serramondi compie una serie di errori elettrizzanti.
Il “migliore” dei suoi “salti in piedi” è il terzo, viene misurato 4,38 metri ed è il risultato di una rincorsa sballata e finita sul piede di stacco sbagliato.
L'ultimo tentativo invece, completamente fuori pedana ma sul piede giusto, mostra capacità non comuni e possibilità di misure che viene da chiedersi se sia auspicabile cercare di ottenere già a quest'età.

Non va oltre 1,56 il salto in alto di Stefano Cordella ed è curioso notare che lui, come tutti i suoi compagni di avventura che ( non) hanno dormito nella stessa camera, siano andati incontro a quelle che nelle rappresentative degli adulti in gergo si chiamano controprestazioni.
Tutti i nottambuli infatti hanno ottenuto prestazioni che sapevano ottenere già anni fa, quando gareggiavano nelle categorie precedenti, dimostrando che, chi non dorme la notte, la mattina si sveglia rimbambinito!

Le staffette si sono corse nella bufera di pioggia.
Naufragano le cadette con tre cambi veramente brutti anche se la seconda curva, quella corsa da Licia, ad occhio mi è sembrata piuttosto veloce.
Meglio le ragazze dove Alessia corre un'ottima quarta frazione dimostrando come i 60 metri previsti per le gare di sprint per la sua categoria le vadano un po' stretti.
Brescia termina sesta nella classifica finale del Trofeo che era stata capace di aggiudicarsi nel 2013 e che quest'anno va alle Marche: risultato discreto in generale ma non rispondente alle aspettative visto che, gli atleti che abbiamo potuto schierare, potevano farci sperare di arrivare anche nelle primissime posizioni.
L'unica vittoria fra le tante che ci si aspettava fra cadetti e cadette è arrivata grazie a Vanessa Campana che ha vinto i 1000 metri, dedicati poi al talento inespresso di Davide Boroni.

A margine ringrazio la compagnia dei genitori di Licia e soprattutto la mamma di Elena che ha saputo portarci a Majano e a riportarci a casa nonostante alcuni problemi tecnici che han reso la trasferta memorabile e avventurosa.

 
             

Andrea

 
  Risultati