Desenzano, 20 settembre 2014
Tante medaglie colte sul lago... e qualche amarezza

La ripresa dell’attività agonistica su pista mette in evidenza il buon livello e la compattezza  della nostra Audaces Nave, presente in tante gare con pochi… assenti, più o meno giustificati!
Sappiamo da lustri (specialmente io e Carlo) che la ripresa dopo la sosta estiva è critica per i ragazzi. Qualcuno  si è sentito in completa vacanza, qualcuno ha fatto poco, qualcuno si è allenato ed i… frutti si vedono.
Quello che conta è rimettersi in carreggiata e riflettere che le prestazioni non si “inventano” e vengono ottenute mediante impegno, sacrificio, sudore… Lo sport, insomma, è il paradigma della vita dove quello che si conquisterà sarà frutto non  tanto della fortuna, non tanto delle… spinte, ma soprattutto delle nostre capacità.

Esaurito il breve pistolotto morale (…a proposito, “quelli di Majano” quand’è che mi portano il loro… compito?) debbo convenire che mi ha fatto piacere vedere ragazzi e ragazze battersi con dignità e coraggio su pista e pedane nonostante i ritardi e le criticità di una organizzazione… precaria e
la concomitanza di gare che poteva essere evitata facendo disputare una sola
specialità per atleta. Il concetto è molto semplice:  si risparmia tempo e si gratificano di più i concorrenti. Se si vuole dare la possibilità di “doppiare” le gare basta segnalare per tempo orari e gare previste e i tecnici giovanili eviteranno ai loro pupilli scene non proprio edificanti, sballottandoli da una pedana all’altra o da una corsia all’altra. (…chi vuole intendere intenda, visto che ci leggono anche i… grandi, come età,…)

Ai nostri ragazzi e  alle nostre ragazze diciamo semplicemente “Bravi e brave” per aver dimostrato di battersi nel miglior modo possibile, nonostante alcune evidenti carenze di preparazione; siamo stati davvero contenti di vedere la casacca giallorosa dell’Audaces Nave rappresentata degnamente da tutti i nostri alfieri, piccoli e grandi; alcuni si sono migliorati vistosamente (ed è il caso di Alessandro  Abeni sia nel vortex che nel peso o di Anna e Yaro Piccoli sempre nel vortex) di  Sabrina Belandi  e Chiara Zucchini nei 600, di Marco Prandini e Luca Laffranchi sempre nei 600, di Sara Balduchelli nella velocità e vortex, di Flavia Seggioli sugli ostacoli, di Maria Inselvini nell’alto, di Alessandro Venturini sia nel lungo che negli ostacoli. Alcuni  hanno confermato il loro talento  ottenendo  vittorie e salendo sul podio come Stefano Cordella (splendido vincitore di  alto e peso)  Licia Degiacomi (prima nel lungo e seconda sugli ostacoli) Gabriele Azzani (vincitore con trepidazione sugli ostacoli dopo una splendida fase preliminare nella quale ha demolito il suo primato portandolo a 9”70)  Maria Inselvini (seconda nella velocità e brava nell’alto nonostante l’esordio) Elena Carraro (terza nel lungo e  valida sulle barriere) Rebecca Vincenzi (bravissima nei 1000 con il nuovo “personale “ a 3’34”80 e terza nel peso) Arianna Pedrali pimpante dopo infortuni Susan Minetta (ottima nel vortex e brava nel lungo) così come brave sono state Valentina Crotti, Sara Vincenzi, Naomi Minetta e Letizia Bellingeri che compongono un gruppo affiatato e solidale.

Insomma, il bilancio della manifestazione è stato  più che lusinghiero e ora non resta che confidare negli ultimi allenamenti stagionali per concludere alla grande una stagione che ho già avuto modo di  definire “irripetibile”. Mi è piaciuto  il gesto di Anna che, a fine manifestazione, mi ha offerto un ghiacciolo lasciandomi intendere che… può già gestire un suo piccolo gruzzoletto nel portafoglio…
Qualche rammarico  invece resta per  il… vuoto che alcuni atleti  hanno lasciato allontanandosi dalla squadra…   alla chetichella! Si poteva essere più schietti e sinceri venendo di persona a stringere la mano a chi, dopo anni, li aveva aiutati a crescere non solo dal punto di vista atletico, ma… umano.
Facciamo atletica perché innamorati di questa disciplina, convinti che possa aiutare, grandi e piccoli, a stare bene insieme. Se si decide di smettere, per qualsiasi motivo,  costa poco tornare al campo e salutare  quanti hanno condiviso  insieme un  piccolo o grande cammino...
E’ l’unico appunto, amaro, che ci viene in questo momento. Riuscite a coglierne il senso? Forse lo capirete più avanti nel tempo, io intanto ve l’ho comunicato, con la schiettezza di sempre!

 
             

Paolo

 
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