Nave, 12 febbraio 2018
Elena ed Alessia regine delle barriere

Ancora un fine settimana ricco di appuntamenti agonistici per i giovani appassionati di atletica: su tutti spiccava l’atteso confronto indoor di Ancona fra i migliori allievi/e d’Italia con titoli nazionali in palio. A rappresentare la continuità del lavoro “audacino” c’era la “nostra” Elena Carraro che, nelle occasioni importanti, non sbaglia un colpo. L’ostacolista allenata da Andrea vinceva sia la batteria iniziale (8”83”) che la sua semifinale (8”69) denotando una partenza non proprio esplosiva ,ma una fluidità d’azione eccellente. Si presentava, sorridente e serena come sempre, alla finale con il quarto tempo, ma, conoscendola, abbiamo capito che c’era ancora tanta… benzina da farci sognare. Previsione avverata e stupenda cavalcata conclusa con un argento (8”62) che la dice lunga sulle attitudini caratteriali dell’apparente fragile fanciulla! Un argento meritatissimo per lei e per il suo coach (prometto di utilizzare questo vocabolo solo… in condizioni elettrizzanti).
Una bellissima finale, seguita con apprensione, ma con la (quasi) certezza che Elena sarebbe salita sul podio destinato alle medaglie di valore. Il tempo di rifiatare ed ecco Elena concludere la bella prova del quartetto Brixia (Franchi, Almici ,Mensi ,Carraro) impegnato nella 4x200 realizzando 1’46”27, tempo che valeva la decima posizione di squadra a livello tricolore. Nella stessa società abbiamo ammirato i salti, finalmente brillanti, di un Ion Soltan capace di superare la fatidica soglia dei 7 metri(7,05 per la precisione) nell’appuntamento indoor più importante della stagione! Bravissimo Ion così come altri bresciani : Favalli, tricolore sui 1000, Dall’Olio argento con 4,70 nell’asta, Reffo quarto nel triplo di… matrice castenedolese con Adu sempre pimpante sulle barriere, Younis nella velocità, Ducoli e Squassina nel mezzofondo e 400, i saltatori Shahai e il giovanissimo Nigito nell’alto, dove avremmo potuto schierare anche il nostro Stefano se un infortunio non avesse compromesso questa parte della stagione. Insomma, tanti bresciani che fanno ben sperare per il futuro della “regina degli sport”.

Fra queste “speranze” c’è da annoverare Alessia, cadetta che a Mantova si è ulteriormente migliorata sia nella velocità (7”88 sui 60) che sugli ostacoli (8”84). Progressi che la segnalano ulteriormente in campo nazionale dove porta la sua freschezza e gioia, accompagnate da un lavoro costante e da un curriculum scolastico eccellente. Lo stesso vale per Simona che a Mantova si è espressa in quattro discipline (60,60hs,lungo,triplo) vale a dire quanto era umanamente possibile nel week end (forse ci stava anche una campestre…) Simona si è ben destreggiata sia sugli ostacoli che nel triplo (affrontati per la prima volta) ed è migliorata nella velocità. Comprensibile una piccola delusione nel lungo, ma speriamo (…che papà) centellini e dosi le fatiche della figlia in avvenire. A Mantova, con la spensieratezza di sempre, Marco Prandini (che sembra sempre più il “sosia” di Cordella alla sua età) si è cimentato sui 60 e sugli ostacoli: due miglioramenti evidenti con 8”94 e 11”34. Bravo e soprattutto coraggioso di cimentarsi spavaldo con… armadi che sembrano molto molto più… vecchi (si fa per dire….)di lui. Lo attendiamo nel settore salti dove, secondo me, il nostro….”Cordellino” avrà attitudini da mettere in evidenza.

Domenica mattina anche Martina ha avuto l’occasione di mettere in luce i suoi costanti miglioramenti nel cross ,disputando la campestre (magnifica per ambiente!) di Cellatica: quattro km corsi su un terreno ricco di…. sostanze organiche(!) hanno messo in luce la tenacia di Martina che sa soffrire, sopportare la fatica e conquistare soddisfazioni, piacevolmente condivise ,spero anche dalla squadra alla quale non manca mai di portare aiuto prezioso.

In mezzo a tante piccole e grandi gioie la vita ci ricorda che dobbiamo essere vicini a chi soffre: ai nostri familiari e amici alle prese con problemi di salute e a chi, a 21 anni, ha deciso di togliersi la vita per un peso giudicato insopportabile. Queste sono le tragedie per le quali vale la pena soffermarsi, riflettere, pregare e, perché no, anche piangere!
Caro Paolo spero che tu possa aver trovato la serenità che manifestavi solo esternamente. Riposa in pace e fai in modo che altri giovani scoprano il bello della vita, quello che non hai saputo cogliere e che NOI non abbiamo avuto modo di farti scoprire. La campana suona davvero… per tutti noi.
Ciao, non ti dimenticherò e ti rivedrò ogni giorno negli occhi dei miei giovani.

 
             

Paolo