Sabato 7 ottobre 2017: una data da incorniciare, una data che entra nella storia dell’Audaces Nave!
Alessia Seramondi conquista il titolo italiano nel salto in lungo.

A Cles, nel trentino, la patria delle mele, coglie una splendida vittoria confermandosi la migliore “cadetta” italiana pur essendo al primo anno di categoria. Non è stata una gara facile, anzi, il “peso” di essere super favorita e la prodezza di aver superato un record storico (6,14) dopo quasi vent’anni, potevano rivelarsi elementi in grado di scombussolare la nostra giovane atleta.
In effetti la gara, dopo una alzataccia ed il freddo intenso di prima mattina, non era cominciata bene: nullo, seppur di poco, il primo salto che probabilmente avrebbe già “ucciso” la gara, come ha affermato Andrea sentito più tardi al telefono con un sottofondo gioioso per l’impresa di Alessia. Io ero davanti allo schermo, in collegamento streaming (come Alessandro e chissà quanti altri) e non avevo visto saltare Alessia; in compenso lo speaker aveva già segnalato l’attesa del suo salto dopo la prodezza del 6,14 e la cosa mi infastidiva parecchio.
Pensavo alla responsabilità che si addossava alla ragazza che in quei momenti aveva bisogno di calma e serenità per concentrarsi. La seconda prova (5,43) proiettava Alessia al comando, ma il gesto, inquadrato dalla TV solo negli ultimi appoggi, non era fluido, lo stacco poco pronunciato, la rincorsa risentiva di un utilizzo di troppa forza.
Nel terzo tentativo Alessia forzava ancora ottenendo un 5,26 che la sorprendeva negativamente: sembrava disorientata, scuoteva la testa, non si capacitava dei gesti compiuti e… lo speaker sottolineava ancora che la neo primatista d’Italia aveva saltato pochi giorni prima 6,14! La presentazione delle otto finaliste vedeva Alessia tesa, insoddisfatta, con un sorriso “tirato” e in quel momento Alessandro mi chiamava al telefono per sentire la mia opinione.
Rispondevo che ero fiducioso delle qualità della nostra pupilla, ma che la misura non garantiva assolutamente la vittoria. “Non vorrei che nei prossimi salti le avversarie la superassero! In quel caso dovrà reagire e avremo la solita, decisa e determinata Alessia!”
A volte dovrei stare zitto perché… è avvenuto proprio così: due avversarie, Costella e Melesso, saltavano 5,44 e 5,49 al quinto tentativo ribaltando completamente la situazione, relegando momentaneamente Alessia al terzo posto.
Pochi minuti, due folate gelide in faccia, ma Alessia reagiva con grande determinazione e pur col tumulto in cuore otteneva un probante 5,83.
Il sorriso con il quale accoglieva l’esito del salto era la più bella cartolina che ci potesse spedire dal trentino, la più bella mela da assaggiare!
La gara finiva qui e, a ribadire il suo talento, ecco ancora un 5,79 conclusivo che non lasciava spazio a dubbi di sorta sul talento di questa nostra stupenda atleta. Un 5,79 oltretutto ottenuto con uno stacco che sembrava più lo “step” di un salto triplo… volendo spaccare il capello di una analisi tecnica del gesto.

Tutto il resto era GIOIA AUTENTICA confermata dalla premiazione effettuata da Gabriella Dorio con Alessia raggiante sul podio che accomunava le migliori otto della specialità.
Un giro pazzesco di telefonate e gli auguri rivolti ad Alessia ed ai suoi genitori, all’allenatore Andrea, al presidente Alessandro e allo staff audacino in sollucchero per un risultato dato per certo, ma ancor più pregevole per il modo con il quale è arrivato.

Nel corso di questa prima giornata tricolore Alessia spicca fra giovani davvero talentuosi che l’Italia segnala alla nazione (Besana, Ferrari, Iapichino, Visentin, Cappabianca, Luciani, Guglielmi, Sion, Cavina, Sancin, Favro, tanto per citare i primi che mi vengono alla mete) e Brescia non sfigura affatto grazie al comportamento di altrettanti atleti (Bellini, Almici, Romano, Forson, Younis, Franchi) che si sono messi in evidenza.
Insomma la “regina degli sport” è viva… a livello giovanile e la vediamo quotidianamente da vicino sulla nostra pista.
L’augurio è che possa crescere e farci sognare altre giornate come questa e anche… più importanti di questa. Non ho dormito tanto questa notte e scrivo queste note attendendo l’alba, quando partirò con Marco e Sara per Chiuro: potevo perdermi la loro prima convocazione nella rappresentativa bresciana?
Alla domanda mia moglie ha piegato di lato la testa e poi mi ha sorriso, come sempre. Ho una grande fortuna averla accanto. E con lei tutti i miei/nostri giovani.

 
             

Paolo