Nave, 26 febbraio 2016
Febbraio, tempo di... pagelle scolastiche!

In questi giorni di fine febbraio stanno arrivando le pagelle scolastiche! A dire il vero i genitori non le ricevono più come una volta, ma si collegano all’Istituto via e-mail e, spesso dopo lunghe attese, riescono a verificare online l’andamento scolastico del pargolo.
Alcuni genitori ci hanno chiesto perché vogliamo conoscere i voti: richiesta legittima alla quale dobbiamo un giusto rilievo e una corretta spiegazione. Premettiamo che non vogliamo lasciare a casa i ragazzi se la pagella è… brutta! E’ un atteggiamento che mai abbiamo assunto e mai assumeremo.
Non ci sembra giusto privare i ragazzi di una attività motoria che, in questa età, è come l’ossigeno che respirano! Purtroppo le ore di educazione fisica nella scuola italiana sono poche e spesso svolte in ambienti poco consoni. I nostri ragazzi non hanno più i giochi di strada che ci impegnavano per ore e ore nei cortili, nelle strade o nelle piazze! Sono sedentari e sempre connessi ad internet e quindi non lamentiamoci se sono carenti in fatto di capacità motorie!
Torniamo alla pagella: io ho sempre sostenuto, dati alla mano, che quanti praticano atletica leggera hanno qualcosa in più rispetto a chi pratica altre discipline. La rilevazione è datata, lunga di anni, di lustri; certamente ammetto che qualche, rara, eccezione l’ho avuta, ma normalmente i fatti mi hanno dato ragione. Un tempo le discipline sportive praticate erano poche: oggi sarebbe assurdo calcolare effettivamente la valenza dello sport limitandola alla sola atletica, ma io resto del parere che fare movimento aiuta indubbiamente il cervello! I latini avevano un motto che è stato abbreviato con la formula… ”mens sana in corpore sano”, facilmente comprensibile. In realtà la frase era preceduta da “oportet ut… mens sana in corpore sano”. Letta bene la frase significa “Bisogna fare in modo che si abbia una mente attiva per un corpo altrettanto attivo”. Una piccola, ma significativa differenza.
Ecco, credo che in quel "oportet ut…" ovvero “si faccia in modo” sia concentrato il messaggio di aver cura del nostro corpo mentale e fisico, lo si abitui allo sport, alla fatica, al sacrificio (alle… campestri!) per ricavarne sensazioni utili in altre mille circostanze. Tornando alle pagelle vogliamo dire ai genitori che il voto non va mai scambiato per un giudizio sul figlio/a: è semplicemente un avviso che il giovane ha preso la strada giusta o si è incamminato su un sentiero sbagliato. Al figlio non va tolto lo sport perché ha brutti voti, ma va educato a gestire meglio la sua giornata, scandita da momenti di svago e di impegno. Gli vanno dettate regole che dovrà rispettare, dovrà essere aiutato e rinfrancato sulle sue potenzialità, con amore e pazienza e se servirà, prima di affidarlo alle… lezioni private consiglierei di aiutarlo affiancandolo ad un amico che in quella specifica materia se la cava bene. Certo che se il giovanotto ha tutti 4 in pagella il compito… è proibitivo! La scuola dovrebbe aiutare i ragazzi a recuperare i debiti, possibilmente senza… far indebitare i genitori con le lezioni private!
I momenti più critici per gli studenti sono quelli del passaggio fra un tipo di scuola e l’altro, dalle elementari alle medie, dalle medie alle superiori (io le chiamo ancora con i vecchi termini!)
Quando chiedo ai ragazzi “come vanno a scuola” intendo conoscere se sono in regola con il loro compito principale. Faccio apprezzamenti lusinghieri se mi rispondono positivamente, cerco di dare un consiglio se hanno alcune lacune. Stiamo bene insieme quando tutti (giovani, genitori, allenatori, docenti) parliamo lo stesso linguaggio e abbiamo la stessa responsabilità nella crescita dei giovani che ci vengono affidati. Occorre pazienza, tanta, ma serve soprattutto avere fiducia in loro e loro capiscono se ci teniamo davvero, se nel nostro agire che, talvolta appare severo, c’è un aiuto sincero per farli camminare saldi sulle loro gambe.
Poi, riflettendo, occorre anche… lasciarli sbagliare. Solo così, con tempi personali, sapranno crescere e diventare grandi.
Un consiglio: se il pargolo non si concentra non levategli lo sport bensì l’uso del… telefonino!

 
                 
             

Paolo