Nave, 27 agosto 2016
I gesti dell'Olimpiade:

nell’Olimpiade disputata a Rio, accanto ai magnifici e apprezzati gesti tecnici di moltissime discipline ci sono stati “gesti” che, secondo me, hanno lasciato un segno particolare: l’onore di portare la bandiera nazionale (a inizio Olimpiade alla Pellegrini, a fine gare al vollista Lupo, con molta meno enfasi della prima) i gesti di gioia, sconforto, delusione di chi meritava il podio e di chi coglieva la “medaglia di legno” arrivando ad un passo da uno storico traguardo. In questo caso molte delusioni sono maturate per giudizi non sempre lineari e corretti, come accade quando il gesto non è legato a misure metriche né cronometriche né decise da “occhi di falco”. Non sono stati certo occhi di tal genere a decretare vittorie nelle varie forme di ginnastica, tuffi, pugilato, lotta, tanto da vedere allenatori della Mongolia che si denudavano per protesta! Gesti clamorosi sono stati quelli della nuotatrice di fondo francese che ha affondato sul traguardo la nostra atleta, perdendo l’onore e una medaglia, il gesto scurrile di un giudice di scherma poi allontanato o quello di alcuni giudici di pugilato poi sostituiti. (L’importante è vincere, altro che partecipare!)
Non sono sfuggiti “gesti” di lealtà, come l’aiuto reciproco di due atlete del mezzofondo cadute nel corso della gara, gli incoraggiamenti reciproci dei protagonisti delle prove multiple, l’arrivo simultaneo di due gemelle nella maratona, l’arma prestata ad un tiratore, lo sconforto di chi ha dovuto lasciare la gara per squalifica causata da una falsa partenza (regola da rivedere, a mio giudizio) o per tre nulli nella stessa gara.
Fra i ”gesti” più antipatici la mancata stretta di mano fra due lottatori, l’invenzione di un furto falso subito da nuotatori americani, mentre decisamente impressionante il gesto dell’etiope secondo classificato nella maratona che ha mimato le catene ai polsi della sua gente (e non ritornerà in patria per paura di ritorsioni). Mi è spiaciuto che un tuffo sbagliato di un russo finisse nelle fauci di una rete che non perdona,esaltando e demolendo atleti senza alcuna vergogna; bruttissimo il gesto di non far partecipare atleti russi alle imminenti Paraolimpiadi.
Ci sono stati momenti di sensibilità quando un tuffatore cinese ha chiesto la mano di una collega offrendole l’anello, accettato di fronte al mondo intero, dediche di una medaglia ad una compagna di vita, dedica di una medaglia alla Comunità europea perchè vinca la gioia di vivere in pace e non nel terrore dei massacri dell’ISIS, il gesto di un pesista polacco che ha messo all’asta la sua medaglia d’argento per raccogliere fondi da destinare alle cure di un bimbo ammalato. Non ho comprensione per chi si è fatto espellere dai giochi per doping accertato proprio al villaggio olimpico! Credo infine che anche qualche commentatore italiano avrebbe dovuto subire dei controlli, stante l’enfasi e gli sproloqui gridati nel corso di certe telecronache. Va bene che ad Olimpia c’erano gare di oratoria, ma almeno lasciate che reintroducano la gara!
I gesti che servono ora sono legati alla solidarietà nei confronti dei connazionali che hanno subito i danni del devastante terremoto. Grazie per quanto fate, farete e faremo in loro aiuto.

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Paolo