Chiari, 6 marzo 2016
Chiari, pochi ma buoni nel cross dedicato a Elena Bonaita

Dopo il “diluvio” di sabato la giornata festiva si è presentata grigia e nebbiosa, ma fortunatamente… asciutta!
E’ stata una bella esperienza per quanti hanno affrontato il cross: sia per quelli abituati alle intemperie sia per “quanti” (Angela, Nicole, Alessandro) si cimentavano per la prima volta nella corsa campestre.
Sono stato davvero contento per questi ultimi ragazzi/e che si sono decisi finalmente a mettersi in maglietta e calzoncini (si fa per dire…) per impegnarsi in una gara di “resistenza” nella quale occorre saper dosare bene le proprie energie.
Lo hanno fatto alla grande i “neofiti” con Angela che si è dimostrata tranquilla e serena, manifestando la sua voglia di migliorarsi nella prossima… avventura.
Lo ha fatto bene Nicole, vincendo la paura di un confronto con se stessa che l’ha promossa alla grande.
Lo ha fatto egregiamente Alessandro, valutando bene le sue capacità rispetto alla distanza affrontata.
Lo hanno fatto altrettanto bene gli altri componenti della truppa “audacina” a cominciare dalle piccole, ma valide Elisa e Rita (con Angelo a… guardare!), dagli altrettanto coraggiosi Lorenzo e Luca, da Angela e Rossella che, pur caduta in partenza, non si è fatta condizionare più di tanto riuscendo a concludere bene la sua “fatica”.
Molto bene si è comportato Marco, pimpante nonostante il valore degli avversari e bravo è stato anche Simone nel valutare giudiziosamente i suoi valori e limiti nella gara più lunga, così come del resto ha fatto la giudiziosa Lucilla.
Simone e Lucilla ci sembrano davvero elementi da citare per una maturità conseguita a tutti i livelli, sia personali che umani e sportivi.
Ecco, noi siamo davvero contenti di ragazzi che “Crescono” in questo modo, indipendentemente dal loro risultato sportivo! Bravissimi!
La gioia è grande anche per i genitori che dimostrano di credere nel nostro modo di lavorare, nella nostra continua premura di avere a cuore i loro pargoli.
Si cresce insieme, come una famiglia allargata nella quale ognuno porta il suo contributo.
Certamente la famiglia potrebbe essere più… grande e non comprendiamo quanti manchino spesso (o sempre!) all’appuntamento con il cross. Peccato!
Non è il risultato individuale che l’Audaces Nave ricerca (quello verrà caso mai più tardi, forse vestendo altri colori sociali) ma la risposta corale a sforzi ed entusiasmi di chi opera per la crescita dei ragazzi.
Se non si capisce questo non si capirà mai l’essenza autentica dell’AUDACES NAVE che vale… quanto il volo altissimo di Jambo Tamberi!
Ciao a tutti

 
             

Paolo

 
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